Introduzione
Nei secoli
passati le tecniche della ceramica,
anche se molto lentamente, si sono sempre evolute e
aggiornate con nuove scoperte e intuizioni.
Ma è solo dal secolo scorso che una vera e
propria rivoluzione ha coinvolto artisti,
industria e ricercatori in modo massiccio
moltiplicando enormemente le possibilità di
espressione artistica.
Nella
ricerca di nuove tecniche la paperclay è
una novità interessantissima che apre possibilità
tecniche ed artistiche finora inimmaginabili.
La
paperclay è un miscuglio di argilla e polpa di carta o frammenti
di tessuti vegetali come il lino, cotone etc.. Questo miscuglio ha
alcune caratteristiche che lo differenziano dall'argilla comune. E'
più leggero dal momento che la carta brucia; è più
forte sia allo stato di durezza cuoio che asciutto; si fessura pochissimo
e si ripara facilmente; argilla fresca può essere aggiunta
ad un pezzo completamente asciutto o addirittura ad un pezzo biscottato
!
L'argilla
rinforzata con cellulosa è un'eccellente materiale per pezzi
grandi, sculture e piastre perché allo stato crudo ha una forza
notevole e dopo cottura è leggera.
L'uso della paperclay è economico. Tutti i tipi di carta straccia,
carta riciclata e polpa sono buoni materiali per essere mescolati
con l'argilla. Materiali e consumo energetico sono ridotti dal momento
che la fibra di carta aggiunta all'argilla riempie la massa dell'impasto.
La paperclay è inoltre molto tollerante a cambi di temperatura
repentini, questo può tradursi in cotture più brevi
e conseguente risparmio energetico.
Lavorare con la paperclay sembra quasi più spontaneo che con
argille convenzionali. La paperclay resiste all'essicamento veloce
senza incrinature o deformazioni. Oggetti grandi e sottili possono
essere smaltati crudi e la cottura può iniziare anche se sono
ancora bagnati.
La paperclay aiuta a risolvere molte costrizioni tradizionali e presenta
un solo svantaggio nel fatto che dopo cottura la sua resistenza si
riduce in proporzione all'ammontare di polpa presente nella ricetta.
Cellulosa
La
fibra cellulosa è fatta a forma di tubicini ed offre un mezzo
efficiente, flessibile e resiliente alle piante per nutrirsi con acqua
e minerali.
La carta sotto un microscopio, appare come un groviglio compresso
di fibra cellulosa tubolare asciugato in forma di foglio. Questi tubicini
di cellulosa così resilienti possono essere sottoposti a compressione,
stiramento e abrasione. Infatti è molto difficile distruggere
la cellulosa ed è per questo che la carta può essere
riciclata così a lungo.
Nell'impasto
argilloso, questi tubicini portano l'acqua in tutta la massa argillosa
e poi permettono un essicamento uniforme come se fossero delle cannucce
da bibita che trasportano l'acqua velocemente da un'estremità
all'altra.
La sottile struttura molecolare della polpa non interferisce con la
struttura dell'argilla ma offre un'incredibile flessibilità
nella lavorazione.
Il
10% in volume di polpa in rapporto all'argilla è sufficiente
a dare all'impasto le caratteristiche della paperclay. Percentuali
maggiori si usano in pezzi medio-grandi per alleggerire ulteriormente
l'oggetto.
Si possono usare percentuali anche oltre il 30% ma in questo caso
è bene che l'argilla venga vetrificata in cottura altrimenti
il prodotto potrebbe risultare troppo fragile.
Preparazione e uso della Paperclay
Se
si agitano vigorosamente ritagli di carta straccia con dell'acqua
calda , la carta si sfalderà in polpa soffice e le fibre di
cellulosa si separeranno.
Ci sono due fondamentali tipi di carta con cui iniziare: carta da
toilet se siete di fretta o carta di giornale se c'è più
tempo. Carta non patinata e cartone possono essere fonti alternative.
Prendiamo un secchio e riempiamolo fino a ¾ con dell'acqua
tiepida o calda e aggiungiamo 2-3 rotoli di carta igienica. Dopo 1-2
ore, usando un mescolatore trasformiamo la carta in polpa. Se usiamo
carta di giornale riempire i secchi per 1/3 con nastri stracciati
e riempire con acqua calda fino a ¾ dal bordo. Aspettare 1-2
giorni e agitare.
Molte varietà di carta, così come molte varietà
di argilla sono idonee per la produzione di polpa da impiegare nell'impasto.
Ogni carta avrà dei tipi di cellulosa leggermente diversi.
Agitare
la carta con l'acqua al punto che il tutto sia simile a una zuppa
acquosa. Quando lo spappolamento è completo, la polpa galleggiante
darà l'idea di nuvole e sarà soffice al tatto, come
cotone bagnato. Se ad un certo punto, pur mescolando la carta non
si scioglie più, si provi ad aggiungere dell'altra acqua.
In alcuni casi, anche se ci sono queste soffici nuvole e nessuna evidenza
di piccoli pezzi di carta non sciolta, questi possono apparire in
un secondo momento. Le paperclay migliori sono quelle che non hanno
segni visibili di cavità prodotte da carta bruciate in cottura.
Non lasciare la polpa nell'acqua per più di qualche giorno
altrimenti si svilupperanno muffe e odori sgradevoli.
Se si pensa di utilizzare la polpa nell'arco di una o due settimane,
alla polpa ben sciolta aggiungere del disinfettante (non candeggiante).
Questa aggiunta anche se non eleminerà, certamente rallenterà
il processo di formazione di muffe e funghi.
Con
le mani spremere fuori l'acqua a consistenza di un purè da
ospedale ! Se necessario tenere la polpa in sacchetti di plastica
sigillati.
Polpe derivate da diversi tipi di carta possono essere mescolate solo
dopo la separazione della cellulosa.
Ridurre
l'argilla in barbottina della stessa consistenza della polpa.
Decisa la percentuale si prepararano i volumi e si mescolano in un
grosso contenitore.
Mescolare la polpa e la barbottina il più uniformemente possibile.
Il motivo per cui si usa la barbottina è quello di riuscire
a racchiudere ogni minima parte di cellulosa con un velo di argilla.
Il miscuglio ottenuto viene poi disteso e lasciato ad asciugare fino
al punto di consistenza desiderato per poter impastare.
Come
già accennato se si vuole di utilizzare la paperclay per una
o due settimane si deve tenere presente che la cellulosa dopo qualche
giorno, in relazione anche alle condizioni climatiche, comincia a
marcire facendo diventare l'argilla nera. I tubicini vegetali si sfaldano
e la paperclay ridiventa argilla normale con una puzza tremenda.
Un buon accorgimento è quello di tagliare l'argilla in fette
e farla asciugare. Se asciutta la cellulosa non marcisce e quindi
non produce nemmeno odori sgradevoli.
Quando c'è la necessità di usarla, la si avvolge con
un'asciugamano bagnato. La struttura tubolare della paperclay assorbirà
l'acqua lentamente e gentilmente. Entro 5-10 minuti l'argilla sarà
perfettamente plastica e potrà essere utilizzata immediatamente.
Cottura
Tutte
le paperclay dovrebbero essere biscottate molto lentamente fino ai
350-400 °C per dare tempo alla cellulosa di bruciare completamente
fino ad una temperatura minima di 1000°C e tenute a questa temperatura
per almeno mezz'ora.
Le paperclay per bassa temperatura (900-1150°C) non vetrificando
non dovrebbero avere una percentuale di polpa superiore al 30%.
Le paperclay per alta temperatura (1150°C e oltre) possono contenere
una percentuale maggiore di polpa ma l'argilla deve essere portata
a greificazione.
In generale le paperclay ritengono le proprietà di cottura
dell'argilla di partenza.
Ricette personalizzate di paperclay
La
maggior parte di argille sono idonee per la paperclay.
La formulazione personale della paperclay permette ulteriore controllo
su preferenze e
variabili come: disponibilità di materiali, scopi prefissati,
caratteristiche della superficie, lavorabilità, attrezzatura
del laboratorio, temperature di cottura, forni, condizioni climatiche,
etc.
Per fare della paperclay granulosa aggiungere chamotte, sabbia o altro
materiale non plastico alla ricetta. La paperclay per scultura, così
come le argille convenzionali, può utilizzare una grande quantità
di particelle e riempitivi di varie dimensioni.
Le proprietà del colaggio sono ritenute e se la carta è
sufficientemente fragmentata l'argilla può anche essere lavorata
al tornio anche se la rifinitura può presentare degli inconvenienti.
Considerazioni
Il
modo più facile per afferrare i vantaggi reali della paperclay
è di fare delle bacchette o striscie, lasciarle asciugare completamente
e, usando barbottina di paperclay incollarle. La tecnica secco su
secco è ideale per i paesi con clima caldo e secco. Condizioni
di questo tipo permettono essicamento veloce sia prima che dopo la
giuntura. Servono 10 secondi per ogni giuntura dal momeno che l'argilla
secca risucchia l'umidità dalla barbottina rapidamente. Le
giunture così ottenute sono forti come la paperclay stessa
sia prima che dopo la cottura.
Se parte del lavoro risulta insoddisfacente può essere staccato
e rapidamente ricostruito in forma diversa. Forse il più grande
potenziale della paperclay stà nella sua resistenza a crudo
e in questa capacità di saldarsi con tanta facilità.
I dettagli delle superfici sono diventati sempre più importanti.
Con argille convenzionali, qualsiasi superficie è spesso rovinata
dalla manipolazione dell'argilla soffice. La paperclay permette la
costruzione di diverse qualità di superficie che non verranno
poi danneggiate quando le singole parti verranno assemblate nel lavoro
finale.
La paperclay aumenta il numero delle possibili tecniche di costruzione,
ampliando il vocabolario dell'arte ceramica e pertanto anche l'interesse
per l'argilla come medium artistico.